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Deformazione Professionale Sceneggiatore

Deformazione Professionale Sceneggiatore - Vedere Storie ovunque

Ovvero: come ho smesso di guardare film e ho iniziato a smontarli. Senza che nessuno me lo chiedesse.

L'altra sera stavo guardando uno spot televisivo — uno di quelli da trenta secondi, prodotto industriale puro, roba da brief aziendale con otto revisioni — e a un certo punto mi sono ritrovato a pensare: "Interessante, il protagonista non vuole il prodotto. Lo vuole qualcun altro per lui. C'è un conflitto di desiderio latente." Era uno spot del caffè. C'era una moka. Non c'era nessun conflitto di desiderio latente. L'ho inventato io, nel giro di quattro secondi, senza rendermene conto. Benvenuti nella deformazione professionale dello sceneggiatore.

Non è una scelta. Non è un esercizio. È un riflesso condizionato che si installa silenziosamente dopo anni di professione sceneggiatore e non chiede il permesso per attivarsi. Succede con gli spot, con i romanzi, con le conversazioni al bar, con i titoli dei giornali. Succede, in casi gravi, anche con i sogni.

Il Dono che Non Si Spegne.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Arriva uno stimolo — una frase, un'immagine, una situazione — e il cervello non la registra come dato neutro. La trasforma immediatamente in materiale narrativo. Chi sono questi personaggi? Cosa vogliono? Cosa li ostacola? Dove va questa storia? In meno di un secondo, senza sforzo conscio, è già partita una trama. A volte un film. A volte una serie. A volte qualcosa di ibrido e strano che non ha ancora un nome ma che sento già vivo. È quello che succede quando la professione sceneggiatore smette di essere un mestiere e diventa un sistema operativo.

La Deformazione Professionale dello Sceneggiatore: Dono o Condanna?

La risposta onesta è: entrambe le cose, nello stesso momento, con uguale intensità. È un dono perché non si rimane mai a corto di idee. Il blocco creativo — quella cosa di cui parlano tutti con terrore reverenziale — è un problema che capisco in teoria ma che faccio fatica a sperimentare davvero. Le storie arrivano da sole. Il problema, semmai, è gestirle, selezionarle, non disperdere energia su tutto quello che il cervello produce. È una condanna perché significa che non si riesce più a fruire passivamente di nulla. Guardare un film diventa automaticamente analizzarlo. Leggere un romanzo diventa smontarne la struttura. Come osservano spesso i critici di Taxi Drivers, il confine tra spettatore e autore è molto più sottile di quanto sembri — e chi fa questo mestiere lo attraversa senza accorgersene, finché non è troppo tardi per tornare indietro.

Benvenuti nel Lato Oscuro della Creatività.

Il corto circuito vero, però, è un altro. Questa deformazione professionale dello sceneggiatore — questa condanna a vedere storie ovunque — è esattamente la stessa cosa che mi permette di lavorare. È il motore. Se si spegnesse, si spegnerebbe tutto il resto. Quindi non posso lamentarmene davvero. Posso solo fare pace con l'idea che non guarderò mai più uno spot, un film, una serie o un cartone animato come farebbe una persona normale. Ho accettato il patto. L'ho firmato senza leggere le clausole, come si fa con i termini e condizioni di qualsiasi cosa.

"Ferrara, ma lei riesce mai a godersi un film senza pensare alla struttura narrativa?" — Mi è successo una volta. Era un film in una lingua che non capivo, senza sottotitoli. E ho pianto per l'emozione. Poi ho iniziato a chiedermi come avevano gestito il secondo atto.

Torno allo spot del caffè. Alla moka. Al conflitto di desiderio latente che non esisteva. Quella sera ho spento la televisione e ho aperto un documento nuovo. Ho scritto il titolo di qualcosa che non so ancora cosa diventerà. Era l'unica risposta sensata che mi veniva. È sempre l'unica risposta sensata che mi viene.

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Nello Ferrara

Autore Transmediale · Sceneggiatore · Docente

Classe 1972. Più di venticinque anni nel settore, tra set cinematografici, scrivanie da sceneggiatore e aule da insegnante. Ho diretto un film, dal titolo PROBABILMENTE, disponibile su Amazon Prime. Ho anche sviluppato STORYMAX, YOURMOVIES TV, BRANCHFILM e molti altri progetti che ruotano attorno alla sfera AudioVideo.

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