La prima volta che misi piede su un set cinematografico vero, con tanto di troupe, attrezzatura e persone che urlavano cose incomprensibili con aria serissima, pensai: ecco, questo è il posto dove voglio stare per il resto della mia vita. Ero giovane, entusiasta e, soprattutto, non avevo ancora capito niente. Avevo in testa l'idea romantica del Cinema: la macchina da presa, la luce perfetta, il regista con la sciarpa. Quella roba lì. Quello che nessuno ti dice, però, è che il Set è un organismo vivo, caotico e assolutamente privo di pietà per i romantici. E che imparare a starci dentro, davvero, richiede anni. O forse non si finisce mai.
Perché stare sul Set non significa guardare qualcuno che recita. Significa essere nel mezzo di un sistema complesso dove ogni decisione ha un costo — in tempo, in denaro, in nervi — e dove la distanza tra "come lo avevo immaginato" e "come sta venendo" può essere siderale. L'ho capito da Aiuto Regista, l'ho capito da Regista, l'ho capito da Direttore di Produzione. Ogni ruolo, ogni produzione, la stessa lezione: il set cinematografico è un maestro severissimo che non spiega mai la lezione in anticipo - se vuoi sapere su cosa ho lavorato prima di capirlo davvero, trovi tutto tra i miei lavori.
IL SET NON È QUELLO CHE HAI VISTO NEI FILM SUI FILM.
Quando insegnavo Filmmaking, una delle prime cose che dicevo ai miei allievi era questa: dimenticate tutto quello che avete visto nei film in cui si gira un film. Quelle rappresentazioni sono bugiarde quanto una locandina che promette "il film dell'anno". La realtà del Set è fatta di attese lunghissime, di problemi tecnici che arrivano sempre nel momento peggiore, di location che sembravano perfette durante il sopralluogo e che il giorno delle riprese ti riservano una sorpresa — solitamente acustica, luminosa o entrambe le cose insieme. E tuttavia, in mezzo a tutto questo caos apparente, succede qualcosa di straordinario: le persone lavorano. Insieme. Con una sincronia che, vista dall'esterno, sembra quasi miracolosa.
Set Cinematografico non vuol dire solo gridare: "AZIONE!"
Perché il vero segreto del set cinematografico non è la camera, non è la luce, non è nemmeno la sceneggiatura. È il gruppo umano che ci lavora intorno. Una troupe affiatata riesce a salvare una giornata disastrosa con una creatività e una velocità che nessun manuale di produzione potrebbe mai insegnare. L'ho visto succedere decine di volte, su set piccoli con budget ridicoli e su produzioni più strutturate. E ogni volta mi sono detto: ecco perché vale la pena. Non per la sciarpa del regista. Per questo. Ed è la stessa dinamica che il Centro Sperimentale di Cinematografia, nei suoi insegnamenti, definisce come il cuore del lavoro sul set.
OGNI SET HA SEMPRE LE STESSE REGOLE. MA NESSUNO TE LE DICE.
Negli anni in cui ho prodotto i cortometraggi dei miei allievi — più di centoventi, se si conta bene e non si perde il conto come ho fatto io — ho imparato che ogni set, per quanto piccolo, ha le stesse, identiche dinamiche di uno grande. Le stesse tensioni, le stesse gerarchie, gli stessi momenti in cui tutto sembra sul punto di collassare e poi, inspiegabilmente, non collassa. Forse è per questo che non riesco a smettere. O forse sono semplicemente masochista. Probabilmente entrambe le cose.
"Proff., ma lei dopo tutti questi anni sul set ha ancora l'emozione del primo giorno?" — Sì. Solo che adesso la spaccio per esperienza. È la stessa cosa, ma suona molto meglio nel curriculum.
Quindi, tornando a quel ragazzo entusiasta che aveva appena messo piede sul suo primo set cinematografico vero: aveva ragione su una cosa sola. Che quello era il posto dove voleva stare per il resto della vita. Sul resto, aveva tutto da imparare. E per fortuna — o per sfortuna, dipende dai giorni — il Set non ha mai smesso di insegnarglielo.